Il cinquantino

Un viaggio di 9.820 metri di dislivello in sella ad un Ciao, sui valichi di montagna più alti d’Europa.
I colli più importanti per qualsiasi motociclista.
Quelle tappe fisse che qualunque amante dei viaggi e dei motori ha fatto, almeno una volta nella vita.
Se siete soliti vedere su queste strade, grosse moto da viaggio o potenti moto da strada, ne “Il Cinquantino” non c’è nulla di tutto questo.
Un Ciao da 50cc a puntine, con 12/12 di carburatore. Variatore con rulli alleggeriti e sella mono molla.
Questo è l’ultimo mezzo utilizzato da Henry Favre per quest’ultima, ma mai ultima, avventura; “Il Cinquantino”.
E’ un viaggio di cinque giorni, salendo e scendendo da alcuni dei colli più noti e battuti d’Europa. Le strade asfaltate e sterrate, la pioggia, la neve e la grandine, la rottura della frizione, nello specifico la bronzina dei correttori di coppia, non ci hanno impedito di percorrere interamente tutti e otto i colli.
Dal colle del Sommeiller ( 2.993 msl), un colle con una pendenza del 13% e con più della metà della strada non asfaltata. Il Col de l’Echelle ( 1.762 msl), il Col du Lautaret ( 2.058 msl), il Col du Glibier ( 2.646 msl), il colle più alto che sia mai stato percorso dal Tour de France. E poi ancora, il Colle delle Finestre ( 2.176 msl) con una pendenza stradale del 25%. Il Colle del Moncenisio (2.083 msl), ed in fine il Colle de l’Iseran (2.770 msl), il passo stradale più alto di tutta l’Europa. Un mostro sacro che non può assolutamente mancare nella collezione di passi di un vero motorista. 9.820 sono stati i metri di dislivello, positivi e negativi, compiuti in sella ad un Ciao.
448 i chilometri di distanza percorsi.
“Il Cinquantino” è un viaggio che, come Aosta Capo Nord in Ape, vuole dimostrare quanto poco basti se si desidera veramente viaggiare.
Il viaggiare lenti, assaporando come una vera conquista ogni metro di strada che si è fatta, rifiutando la frenesia nel raggiungere la propria meta.
In questo caso, il proprio colle.

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